Innocenzi (fp Cgil) :” Bravi i nostri vigili”

rita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella notte tra il 4 e il 5 gennaio nelle vie aquilane, accanto agli ambulanti che iniziavano a sistemare le loro postazioni per il consueto appuntamento aquilano della Fiera dell’Epifania ed in collaborazione con le forze dell’ordine, c’era una parte di quel mondo del lavoro pubblico che, ogni giorno, svolge servizi essenziali per i cittadini: i Vigili Urbani.

Si tratta di dipendenti del Comune dell’Aquila premiati di recente dall’A.N.C.I. Nazionale per il miglior progetto-obiettivo 2013 di “polizia di prossimità” e  giustamente ricordati dal Comandante Grippo “per lo spirito di sacrificio, il senso del dovere e l’abnegazione dimostrata” dal primo giorno del suo insediamento ed ai quali egli si è rivolto con profonda commozione e riconoscenza “onorato di aver guidato il comando aquilano”, per lui “il miglior comando finora avuto”.

Quei volti, in servizio ogni giorno e per tutta la durata della fiera aquilana, non meritano le conseguenze di quanto è accaduto a Roma la sera dell’ultimo dell’anno. I tratti di concretezza di quella vicenda si sapranno meglio nei prossimi giorni ma quando forse sarà troppo tardi per recuperare alla condanna mediatica in atto nel Paese.

Sì, perché qualora dovesse emergere che anche una sola di quelle certificazioni di malattia non corrispondesse al vero o vi fosse anche un solo abuso relativamente ai permessi ex Legge 104, ciò non basterebbe per cambiare il risultato portato a casa dal Governo Renzi, ossia quello di aver segnato, con questo assist, un’altra rete nella partita in gioco contro il Lavoro e contro il Lavoro pubblico. La Polizia municipale del Comune di Roma soffre di noti problemi di organico ma se questo è vero, guai, però, da parte di chiunque o di qualche esponente del sindacato a giustificare quanto accaduto.

Guai a parlare di “una comprensibile protesta” messa in atto da parte di chi non si vede riconosciuti alcuni diritti perché la protesta e, anzi, la lotta è un’altra cosa e si fa con mobilitazioni e scioperi ed a viso scoperto. La retribuzione nei periodi di malattia è un diritto inserito nella Costituzione erammentarsene è fondamentale come lo è capire che i permessi ex Legge 104 non sono che una inezia, nulla, nelle difficoltà reali di quelle famiglie che hanno figli diversamente abili o situazioni analoghe. Calpestare il valore di tali istituti mediante l’abuso incide negativamente sul destino dei diritti di tutti sui quali questo Governo accarezza il sogno di attuare “un giro di vite”. Tra gli insegnamenti dei vecchi sindacalisti della CGIL c’era, accanto alla tenacia, l’essere innanzitutto dei lavoratori inattaccabili.

Nel lavoro pubblico essere inattaccabili nel contesto in cui è stata volutamente ridotta la Pubblica Amministrazione vuol dire rivendicare di essere messi in condizione di operare e, nel contempo, creare le condizioni per impedire il persistere della rottura tra lavoratori pubblici e cittadini.

Riallacciare quel legame solidale è l’unica via d’uscita ma avendo come stella polare il segno dell’etica di berlingueriana memoria ed è nostro compito se, coerentemente, come sindacato, vogliamo dare rispetto e rappresentanza ai tanti che con il loro impegno quotidiano permettono al nostro Paese e, nel nostro caso, alla nostra Città di andare avanti e se vogliamo, davvero, porre di nuovo al centro il Lavoro.

 

Rita Innocenzi Fp Cgil