Lettera aperta alla Presidente del Tsa

milani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gentile neo Presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo Nathalie Dompé (e p.c. altre autorità del territorio responsabili della sua nomina),

sono un autore e regista di teatro nato a l’Aquila e da diversi anni trasferito a Milano per opportunità di lavoro che ha a cuore le sorti culturali della propria città natale.
Mi trovo costretto, per esclusivo e disinteressato senso civico, per amore della cultura e per qualche competenza in materia di spettacolo, a chiederle con forza di fugare alcune pesanti ombre che gravano sulla sua nomina.

Ho ragione di credere infatti che le procedure che l’hanno resa possibile non siano trasparenti, non siano meritocratiche e non siano di buon auspicio per il futuro dell’ente.
Non essendo la mia richiesta un attacco personale contro di lei ma un onesto atto di impegno civile, sarò lieto se saprà fugare pubblicamente i dubbi che sto per esporle e le augurerò con piacere buon lavoro.

Mi sembra doveroso da parte sua illustrare con inoppugnabile chiarezza le motivazioni che l’hanno portata ad assumere il ruolo di maggior controllo di un ente che, al momento, è gestito esclusivamente con denaro pubblico.

Ho ragione di credere che la presidenza di un ente culturale pubblico possa essere assunta solo in base a due principi: o i comprovati meriti conquistati sul campo nel settore specifico o una reale e dimostrabile capacità di influenzare positivamente le sorti dello stesso sulla base di un programma trasparente e a disposizione dei cittadini.

Mi permetta di dirle, senza nessun intento denigratorio ma con molta franchezza, che mi sembra impossibile attribuirle comprovati meriti nel settore culturale e che volerlo sostenere rischierebbe addirittura di suscitare una certa ilarità.
Il suo pregevolissimo curriculum, a quanto ci è dato sapere fino a questo momento, vanta studi in prestigiose università private e alcuni non ben specificati corsi di teatro all’estero ma, come mi auguro lei sappia, qui in Italia, almeno da quindici anni ormai, aver conseguito una laurea a pieni voti e aver approfondito la propria preparazione con ammirevole dedizione, non garantisce più l’accesso a ruoli di prestigio per milioni di suoi coetanei altrettanto preparati ma provenienti da posizioni sociali meno fortunate. Non credo proprio quindi che quanto comunicato fino a oggi ai cittadini possa soddisfare tali criteri per attribuirle tale ruolo in un ente pubblico.

Per quanto riguarda la sua eventuale capacità di influenzare positivamente le sorti dell’ente invece, ho letto con grande interesse che la sua nomina servirebbe a favorire l’ingresso di capitale privato nelle casse dello stesso vista la nota difficoltà nel reperimento di fondi in questo momento storico.
Trattandosi di un argomento che solleva un’infinità di questioni culturali, etiche e politiche delle quali si discute animatamente a livello nazionale almeno da un ventennio e nelle quali non mi addentro per non rischiare di disperdermi, mi sembra indispensabile, come minimo, che l’operazione, se realmente in atto, venga condotta in maniera trasparente, sensata e a beneficio dell’ente e dei cittadini della regione.

Come lei sa molto meglio di me Presidente, il libero mercato è basato sul principio che il controllo delle organizzazioni, si compri. Se un imprenditore desidera ottenere il controllo di una determinata struttura, prima rischia il proprio capitale investendolo e poi ne ottiene il controllo, NON l’esatto opposto, come mi pare stia accadendo in questo caso.
Augurandole di poter chiarire in maniera incontrovertibile la validità della sua strategia su tale argomento la esorto, con tutte le mie forze e in nome dei più alti valori civili che tengono in piedi una Repubblica, ad informare i cittadini aquilani e abruzzesi, prima di tutto, circa l’ammontare del capitale che il gruppo al quale fa riferimento è disposto a investire nelle attività dell’ente e in secondo luogo, quali siano gli obiettivi che intende raggiungere, con quali modalità e in quali tempi.

La esorto inoltre a chiarire in maniera inoppugnabile un altro argomento apparso sulla stampa in maniera molto confusa e onestamente inaccettabile. Leggendo i giornali si potrebbe essere portati a credere anche che lei non sia stata coinvolta in qualità di imprenditore in possesso di un suo capitale, ma in qualità di manager capace di reperire sul mercato fondi a disposizione solo di una non meglio specificata élite culturale e/o imprenditoriale.
Se così fosse, sarebbe suo dovere fare chiarezza su alcuni punti essenziali.

Mi sembra impossibile smentire che al mondo esistano solo due tipologie di risorse economiche: i fondi pubblici e quelli privati.
Per quanto riguarda i fondi pubblici, è noto che questi non debbano essere disponibili in base all’appartenenza ad una qualsivoglia élite, ma in base ad una trasparente e riscontrabile progettualità. Mi aspetto quindi che in questo caso sarà addirittura un vanto, per lei e per l’ente tutto, rendere pubblico tale progetto e smentire, anche a tutela della sua onorabilità, che l’attribuzione di eventuali nuovi fondi pubblici possa essere riconducibile ad una sua capacità di influenza che potrebbe, nel peggiore dei casi, rappresentare anche un reato.

Per quanto riguarda il capitale privato invece, la strada mi sembra piuttosto contorta e impraticabile sulla base della presente obiezione: come potrebbe un capitalista come lei, che conosce in maniera approfondita le leggi che regolano il mercato, chiedere ad altri capitalisti come lei, di investire risorse in una determinata attività se non fosse disposta ad investire in prima persona?

Anche in questo caso sarò felice di ricredermi se saprà dimostrare una mia lacuna, ma sono convinto che una strategia del genere andrebbe contro le più elementari leggi dell’economia. Il capitale privato investe e rischia in prima persona, non rischia altro capitale privato se non in presenza di alcune rare eccezioni che vado ad esporle:
Lei potrebbe voler essere la capofila di una cordata di imprenditori, pregevolissima impresa che sarei felice di veder nascere nella mia città, ma ancora una volta, in questo caso il suo primo obbligo sarebbe quello di comunicare l’entità del suo investimento in prima persona per poter coinvolgere anche altri.

L’ultima possibilità infine è che lei rappresenti un qualche misterioso fondo filantropico privato disposto a mettere in gioco capitali solo con la garanzia che il controllo di tali fondi sia affidato a lei in prima persona. La mia quindicinale esperienza nel settore mi porta a credere che tale suggestiva ipotesi somigli parecchio a quella dell’esistenza di Babbo Natale, ma anche in questo caso, se lei sarà in grado di smentirmi con prove riscontrabili io sarò lieto di porgerle le mie scuse e augurarle buon lavoro.
Se esistesse un tale fondo privato e se le persone ad esso collegate fossero a tal punto mosse da nobiltà d’animo da non voler comparire in prima persona, posso assicurarle che sarebbe sufficiente comunicare l’ammontare della cifra che vogliono metterle a disposizione e la strategia attraverso la quale intendono perseguire obiettivi rivolti al benessere culturale dei cittadini abruzzesi per ottenere un largo, sincero e trasversale apprezzamento.

Esistono altre possibilità? Sono profondamente convinto di no, ma ancora una volta, sarà un piacere essere smentito da lei dietro la presentazione di prove riscontrabili.

Un’ultima considerazione: Esprimo le mie esortazioni senza voler perseguire alcuno scopo personale e senza voler nuocere a lei personalmente. Il mio obiettivo è, ormai da anni, quello di convincere la politica locale a smetterla di considerare le istituzioni culturali pubbliche come oggetti nella disponibilità personale di chi viene eletto per rappresentare il Popolo e restituirle in maniera inequivocabile ai cittadini che ne sono i soli reali proprietari legittimi.

Per non rischiare che questa lettera possa apparire come un tentativo di ottenere visibilità a livello personale, argomento assolutamente falso, non mi dilungo nell’esporle le mie competenze riguardo gli argomenti in questione, ma nel caso avesse bisogno di tali riscontri per poter formulare una risposta sarò a sua disposizione. La invito a pensare tuttavia che la risposta a questa lettera lei non la deve a me che ormai vivo, anche felicemente, lontano dal territorio, ma la deve ad una popolazione, prima di tutto aquilana e in secondo luogo abruzzese, gravemente segnata dai tragici eventi degli ultimi anni e che può e deve poter vedere nella cultura pubblica un’opportunità di rinascita e di fertile condivisione, non un territorio di conquista per interessi personali.
Voglio precisare infine che, per tutti questi motivi, non considero i criteri che hanno portato alla nomina di chi l’ha preceduta diversi da quanto esposto in questa lettera e che, proprio perché considerò fallimentare il lavoro fin qui svolto, sono convinto che solo cambiando profondamente i criteri di selezione della classe dirigente sia possibile risolvere la grave crisi che attraversa le istituzioni culturali della regione.

Invitando quanti vorranno unirsi a questa richiesta di chiarimenti a sottoscrivere la petizione e a diffonderla il più possibile in nome dell’interesse pubblico e auspicando una sua risposta ai cittadini

le invio distinti saluti

 

Daniele Milani

 

il link della petizione:https://www.change.org/p/neo-presidente-teatro-stabile-d-abruzzo-nathalie-domp%C3%A9-consiglieri-di-amministrazione-teatro-stabile-d-abruzzo-direttore-teatro-stabile-d-abruzzo-alessandro-d-alatri-assessore-alla-trasperenza-d-chiarimenti-pubblici-su-nomina-presidente-teatro-s?tk=qNsj3gXVF4IANfjlx0p6CpdmP9KM-KVqLR7zBFbaeSs&utm_medium=email&utm_source=signature_receipt&utm_campaign=new_signature