LA BANALITA’ DEL MALE

ACER

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tratto dalla pagina fb di Maurizio Acerbo

 

 

L’amico V.  mi spinge a ritornare sul caso dell’arresto di Andrea D’Emilio. V. mi obietta che avendo andrea commesso un reato (resistenza a pubblico ufficiale) non potevano non perseguirlo. Certo ma il problema viene prima dell’arresto e cioè al comportamento di chi amministra la Provincia di Pescara. Un giovane si incatena per protestare per l’abbandono in cui si trova la biblioteca pubblica senza fondi in conseguenza della legge Renzi-Del Rio e del ritardo della Regione nel farsi carico del servizio finora di competenza delle Province.

Se io fossi stato Presidente della Provincia non avrei chiesto alla Polizia di portare via Andrea D’Emilio ma a costo di passare la notte con lui sarei stato a discutere per convincerlo a desistere perchè i dipendenti avevano il diritto di andare a dormire (è probabile che mi sarei unito alla protesta ma non pretendo che un presidente dell’ex-Margherita faccia come Maurizio Acerbo)
Dato che Andrea chiedeva che il Presidente D’Alfonso assumesse impegni precisi mi sarei attaccato al telefono finché il presidente o un suo vice non fosse arrivato. Lo avrei messo in contato telefonico con il Presidente se proprio al presenzialista per eccellenza era impossibile essere presente.

Prima di far denunciare penalmente un cittadino che protesta bisogna pensarci un milione di volte.
Soprattutto se la situazione che denuncia è vera e la responsabilità di quel problema è del partito che rappresenti.
Anche in questa occasione il PD ha dimostrato che con una sensibilità di sinistra non c’entra più niente.