Charlie Hebdo

 

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L’alta marea della notizia comincia a ritirarsi, la bassa marea offre
spazi e possibilità per qualche riflessione. Il 30 novembre del 1994
moriva Guy Debord autore del libro “La Società dello Spettacolo”. Oggi
il processo storico di spettacolarizzazione della società è giunto a
compimento. L’espressione massima di questo processo è la politica. Ai
fini del successo sia individuale che collettivo qualsiasi segmento
locale o transnazionale fa comodamente uso delle efferatezze o
grandiosità delle immagini. Quale che sia il campo da invadere le
mode, le diete, i prodotti gastronomici, i fatti sportivi la politica
internazionale tutto diventa spettacolo. Diventa spettacolo anche le
grandi mostre itineranti di Van Goohg(Il Pazzo) o Frida. Di grande
impatto emotivo mediatico e spettacolare è stato l’attacco alle Torri
Gemelle. Come qualcuno ha ben ricordato “perfino i nostalgici
dell’Umma medievale hanno fatto proprio la spettacolarità quale
dimensione essenziale della politica”. Attraverso l’orrido, la ferocia
si detta l’agenda politica si catturano consensi. Così sono apparse le
guerre stellari della famiglia Bush nel bombardare i cieli di Baghdad.
Luccichii, come i miglior film holliwoodiani. Per anni ci hanno
abituato a guardare il mondo attraverso il buco della serratura delle
immense portaerei o da aerei spettacolo che girano per le
costellazioni in 80 secondi. La potenza immaginifica di un occidente
obeso ma che non ha più nulla da offrire in termini di benessere e
democrazia. In questo modo il nostro piano inclinato è quello della
“Pastorale americana di Philip Roth. Seymour Levov è alto biondo,
atletico: al liceo lo chiamano “lo Svedese”. Benestante e integrato,
ciò che pare attenderlo negli anni è una vita di successi
professionali e di gioie familiari(un Sogno per tutti). Finché le
contraddizioni del conflitto in Vietnam,- qui nel Medio Oriente o in
altre parti del globo- esplode ma coinvolge anche lui, e nel modo più
devastante: attraverso l’adorata figlia Merry, decisa a “portare la
guerra in casa”. Sono cambiati alcuni contorni e attori tuttavia la
sostanza rimane inalterata, quello che bussa alla porta non è l’Islam
o un altro terribile nemico inventato, come spesso avviene ad arte, ma
l’Impero del Caos. L’Umanità corre su una lama di rasoio e molti dei
responsabili si aggirano dalle nostre parti. Crisi e questione
energetica vanno a braccetto.

 

Alfonso De Amicis