Dal Lettone di Putin a Barbara D’Urso

alfons

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A dire il vero è da tempo che si vedevano sostituti del miliardario di
Arcore. Hanno fatto finta di opporsi allo strapotere del miliardario
ridens per venti anni ma senza costrutto. Poi un bel giorno, in piena
estate il capitalismo europeo e internazionale mise fine alla
sceneggiata italiana. Era giunto il momento di cambiare passo e
direzione. Silvio non serviva più, erano necessari interventi
strutturali sul piano sociale economico e finanziario. Così
l’emergenza diventa strumento permanente di governo. Molti scambiarono
la fine di Berlusconi come una vittoria del Pd. In realtà da quel
giorno hanno iniziato a governare insieme, votando tutti i
provvedimenti che hanno cambiato la realtà sociale di questo paese a
cominciare dalla legge Fornero.

Condivono una certa visione intorno ai
cosiddetti diritti civili analogamente condividono le prerogative
circa lo spoliamento dei diritti sociali e collettivi di lavoratori
dei precari dei migranti. Siamo tutti nella stessa barca. Non esistono
più steccati ideologici. In queste magnifiche sorti e progressive
siamo passati dalle facce sorridenti, accattivanti di Mara Carfagna,
Laura Ravetto, Michela Brambilla, Prestigiacono ai ritratti di
Francesca Madia, l’accattivante Ministra Boschi con gli orecchini a
riporto dei suoi splendidi occhi, alla stupenda Moretti insomma una
continuità con il berlusconismo con altri mezzi e con accelerazioni
potenti. E tuttavia il renzismo mantiene molto dell’ufficialità del
passato regime.
Un’ufficilità fatta di immagini,di senso di uno smisurato potere, spesso consumato
con una cura spasmodica della propria immagine. Qualche anno fa
sapevamo molto del letto di Putin, oggi viceversa sappiamo molto della
signora Stefania, grazie allo spettacolo di Barbara D’Urso. C’è in
questo un tentativo perenne di trasformare la fluidita a principale
metafora dell’attuale fase dell’epoca moderna. I fluidi, per così
dire, non fissano lo spazio e non legano il tempo. Per dirla con Paul
Valery: “Interruzione, incoerenza, sorpresa sono le normali condizioni
della nostra vita. Sono diventate finanche dei bisogni reali per tante
persone le cui menti sono più nutrite…da nient’altro che mutamenti
repentini e sempre nuovi stimoli…Non riusciamo a sopportare nulla
che duri. Non sappiamo più come mettere a frutto la noia.. L’intera
questione si riduce quindi a questo: può la mente umana dominare ciò
che ha creato?” Ed oggi l’intera classe dominante è la maggiore
interprete di questa modernità. Non a caso che Valery nel criticare il
suo periodo ebbe a rispondere ai suoi critici “entriamo nella
modernità a ritroso”. Quando alle lamentele circa l’abbandono della
città dell’Aquila, vorrei ricordare ai più, agli smemorati della prima
e dell’ultima ora che il Pd è stato l’artefice della messa in
costituzione del pareggio di bilancio dell’approvazione del fiscal
compact. E sempre per ricordare ai distratti o ai cavalier serventi
dell’Europa come mito, che all’epoca il terremoto già c’era stato e
quindi quando costoro votavano sapevano perfettamente a cosa si andava
incontro. Ripeto sono srvienti, nel senso che sono servili verso le
politiche europee che stanno devastando la nostra città il suo
territorio e tutto il sud europa. Lo spettacolo di questi giorni è la
fotografia perfetta di questa classe dominante di questi vassalli
dell’old-potere della BCE-Commissione Europea-Bundesbank. Meditate
gente.

 Alfonso De Amicis