Electrolux non deve passare!

 

 

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Di Roberta Fantozzi

 

La multinazionale svedese Electrolux con il ricatto della delocalizzazioni degli stabilimenti italiani in Ungheria e Polonia, chiede che le lavoratrici e i lavoratori accettino il taglio dei salari fino al 40%, tra diminuzione della paga oraria, taglio dei premi aziendali, blocco dei pagamenti delle festività e degli scatti di anzianità, riduzione dell’orario a 6 ore per 6 giorni, e che contemporaneamente aumentino i ritmi, si tagli la pausa mensa, si taglino i permessi sindacali.

La multinazionale svedese porta come motivazione il costo del lavoro che in Italia sarebbe troppo alto. E’ un falso. I salari delle lavoratrici e dei lavoratori italiani sono tra i più bassi d’Europa, mentre il numero di ore lavorate è tra i più alti. Né è vero che il costo complessivo del lavoro sia superiore a quello della maggior parte dei paesi europei. E’ invece più basso di quello della Svezia, della Germania, della Francia, dell’Inghilterra…

La verità è che Elecrtolux vuole realizzare sovraprofitti a spese delle lavoratrici e dei lavoratori.

Così facendo non solo propone il ritorno del lavoro ad una condizione di miseria e schiavitù, ma continua con le stesse politiche che hanno prodotto la crisi: i prodotti non si vendono per il blocco del mercato interno causato dai bassi salari, mentre i sovraprofitti finiscono nel circuito della speculazione finanziaria. Ed è inaccettabile questa Europa che non pone limiti alla concorrenza al ribasso su salari e condizioni di lavoro, nel solo interesse delle multinazionali.

Elecrtolux va fermata, perché se passa, quello stesso modello sarà imposto a tutte le lavoratrici e i lavoratori italiani.